Se tutti fossero pigri, verrebbero meno i beni materiali e intellettuali, poiché verrebbe a mancare l'offerta necessaria a soddisfare la domanda.
Questa storia di fantasia in cui i protagonisti sono il piccolo Luca e suo padre, mette in evidenza come la pigrizia possa privare le persone di molte comodità . Un uomo cerca di spiegare a suo figlio che se tutti fossero pigri, le comodità a cui siamo abituati scomparirebbero: caramelle, libri, elettricità , mobili e persino le case. Luca non ne vuole sapere e trova mille scuse, sostenendo che si può fare a meno di tutti questi comfort.Un giorno, il padre disse a Luca:
"Per favore, vai in panetteria a prendere il pane."
"Non ci posso andare, papà , sono pigro!" Rispose Luca.
"Quindi, sei pigro!" disse il padre: "Oh, come mi dispiace!"
"Perché dici che ti dispiace? Che male c'è a essere pigri?" Replicò Luca, continuando con una certa enfasi: "Sono sdraiato sul divano, succhio caramelle dolci e leggo un buon libro illustrato. Non c'è nulla da dispiacersi!"
"Sì, non c'è male", concordò suo padre. Poi, mantenendo un'espressione seria e controllata, disse: "Immagina se gli operai della fabbrica dicessero all'improvviso: "Siamo troppo pigri per produrre le caramelle! Allora rimarresti senza bonbon."
"Forse sì", rispose Luca: "Ma posso continuare a leggere anche senza le caramelle. Anzi, mi farà bene ai denti."
"Certo che sì", acconsentì il padre: "Però, se gli elettricisti dicessero di essere troppo pigri per riattivare la corrente? In quel caso, staccherebbero tutti i circuiti e andrebbero a riposare. E tu, come faresti a leggere al buio?"
"Poco male", rispose Luca: "Leggerò solo di giorno e la sera mi sdraierò. Di sicuro farà bene ai miei occhi."
"Va bene", disse suo padre. "Ma ti stai dimenticando degli scrittori e degli artisti che creano i libri. Un giorno diranno che sono troppo pigri per scrivere e disegnare. E allora cosa leggerai?"
"Che vuoi che sia!?" rispose Luca: "Mi sdraierò. Farà del bene anche alle ossa."
"Certamente", disse suo padre: "Ora immagina che i falegnami siano troppo pigri per costruire divani e letti. Su cosa ti sdraierai allora?"
"Non importa!" Esclamò Luca: "Posso benissimo sdraiarmi sul pavimento. Dicono che sdraiarsi su una superficie dura faccia ancora più bene."
"Forse sì", disse suo padre: "E se diventassero pigri i costruttori di case?"
"Ho capito", lo interruppe Luca: "In questo caso andrò fuori a dormire. Respirare aria fresca è ancora più salutare che stare sdraiato."
"Che meraviglia! Sai che c'è?" Chiese il padre con una certa malizia: "Visto che vai a fare una passeggiata, perché non passi dal panificio a prendere il pane?"
Cosa mette in evidenza questa storia?
Prima di tutto, la storia ci insegna che il lavoro di ognuno è importante per il benessere della società e che senza un contributo reciproco, il mondo perderebbe le sue comodità .
Il paradosso della pigrizia universale sottolinea l'interdipendenza della collettività : se tutti fossero pigri, verrebbero meno i beni, i servizi e il benessere su cui ogni individuo fa affidamento, mentre il lavoro di ciascuno garantisce la sopravvivenza e la comodità dell'intera comunità .
La riflessione su come l'inattività privi l'uomo delle proprie comodità si articola su tre livelli:
- La ruota dell'interdipendenza: La società funziona come un ingranaggio condiviso. Se ogni persona si adagiasse nell'ozio rifiutandosi di contribuire, verrebbero a mancare le figure necessarie per la produzione di cibo, la manutenzione delle infrastrutture e l'erogazione di servizi basilari;
- Il valore della cooperazione: La divisione dei compiti è sempre stata la chiave per superare i limiti del singolo individuo. Sforzarsi per il bene comune genera un ritorno in termini di progresso e comodità per tutti;
- Il consumo senza produzione: Vivere agiatamente sfruttando unicamente il lavoro altrui, senza offrire alcun contributo in cambio, causa un impoverimento del sistema. Se tutti adottassero questa condotta, non ci sarebbe più ricchezza o comodità da spartire.