Un pellegrino aveva trovato senza saperlo il mitico "Albero della Felicità", capace di esaudire qualsiasi desiderio espresso sotto i suoi rami.
L'albero della Felicità che esaudisce qualsiasi desiderio è uno dei tanti racconti della tradizione popolare orientale di cui non si conosce l'autore. È la tragica vicenda di un viandante che, nel suo lungo cammino, scopre un albero magico che ha il potere di esaudire ogni suo desiderio.
Questa è la storia:
Tanti anni fa, in una terra lontana, un pellegrino camminava instancabilmente sotto il sole cocente. Dopo un lungo vagabondare senza riposo, in cuor suo anelava di essere all'ombra di un albero che gli offrisse frescura e rifugio.Fu proprio allorquando questo pensiero gli balenò per la mente che scorse da lontano un albero frondoso e solitario nel bel mezzo di un vasto territorio pianeggiante.
Con la fronte che grondava di sudore e le gambe tremanti, il pellegrino si diresse con entusiasmo verso l'albero che gli sembrò fosse apparso in risposta al suo desiderio. "Finalmente potrò riposare", pensò, mentre si faceva spazio tra l'erba intorno all'albero.
Si sdraiò a terra tirando un profondo sospiro di sollievo, ma ben presto si rese conto che il terreno su cui si era disteso era parecchio scomodo.
"Se solo avessi un letto", desiderò ardentemente. In quell'istante, un letto imponente apparve davanti a lui, addobbato con lenzuola di seta immacolate degne di un re. Tessuti sfarzosi realizzati in preziosa fibra e arricchiti con fili d'oro e d'argento, e vellutate pellicce che ricoprivano il letto.
L'uomo si distese sul morbido giaciglio, sentendosi finalmente ristorato dopo tanto camminare. "Mi sento proprio a mio agio", disse tra sé: "Peccato che abbia così tanta fame." L'uomo aveva appena finito la frase quando, come per magia, davanti ai suoi occhi stupiti apparve una tavola imbandita con i cibi più prelibati e squisiti.
Il viandante mangiò avidamente, temendo che quelle leccornie potessero svanire con la stessa rapidità con cui erano apparse. Tuttavia, più mangiava, più cibo appariva, ogni portata era più deliziosa di quella precedente. Infine, quando fu satollo di tutto quel ben di Dio, disse: "Basta! Sono pieno. Non ne posso più di mangiare", e in quel preciso istante, la tavola con tutto il tripudio di odori e colori svanì nel nulla.
"È tutto fantastico", pensò, inebriato da un'immensa felicità. "Non mi muoverò più da qui e sarò felice per sempre." Improvvisamente, un pensiero terribile gli attraversò la mente: "Certo, questo territorio è famoso per le sue tigri feroci. Cosa succederebbe se una tigre mi scoprisse? Sarebbe terribile morire proprio ora che ho trovato l'Albero della Felicità."
In una frazione di secondo, la sua paura divenne realtà. Affinché fosse esaudito il suo pensiero, una famelica tigre apparve dal nulla e lo divorò.
Così, l'Albero della Felicità rimase di nuovo solo, in attesa dell'arrivo di un essere umano dal cuore puro. I suoi rami, intrisi di storie dimenticate, scricchiolavano dolcemente a ogni refolo di vento; attraverso il riverbero dei raggi di sole, riflettevano al suolo ombre geometriche, quasi a voler proteggere quel rifugio incantato.
Non si trattava di solitudine, ma di una paziente veglia. L'albero sapeva che prima o poi un'anima pura sarebbe arrivata non per caso, ma guidata dal bisogno di trovare un porto sicuro in cui poter guarire le ferite del mondo e riscoprire la magia delle cose semplici.
Questa storia ci insegna che dobbiamo fare attenzione non solo a ciò che chiediamo, ma anche allo stato emotivo con cui esprimiamo le nostre richieste, poiché il potere dei nostri pensieri e dei nostri desideri può determinare il nostro destino.