Morale della favola: È naturale per l'uomo trattare l'ignoto con sospetto e rispetto, ma dopo averlo osservato si farà un'opinione diversa.
Il cammello e gli uomini
Esopo
Le favole di Esopo sono adatte a tutte le età. Fu lui a mettere per iscritto centinaia di novelle che hanno avuto un certo peso sulla letteratura in tutto il mondo fino ai giorni nostri. I racconti di questo antico scrittore greco si basano su storie di tradizione orale. Le sue fiabe possono sembrare molto diverse a prima vista, ma tutte condividono una stessa etica relativa al comportamento dell'uomo.Molte delle favole di Esopo, nate dalla sua inconfondibile saggezza, sono diventate una guida per le nostre decisioni. Una delle più rappresentative è "Il cammello e gli uomini", un racconto breve ma potente che dimostra come le nostre paure vengano attenuate dall'abitudine.
Quando gli umani videro per la prima volta il cammello, rimasero spaventati dalle sue dimensioni e scapparono via terrorizzati. Poi, col passare del tempo, si resero conto che l'animale aveva una natura piuttosto mite e tollerante. Allora cominciarono ad avere coraggio e a farsi avanti. Si avvicinarono sempre di più al cammello e poco dopo si resero conto che quell'animale non era per nulla capace di adirarsi.
Poiché il cammello non si opponeva, né si ribellava, gli uomini giunsero a un tale disprezzo per lui che gli misero le briglie e lasciarono che anche i loro figli più piccoli lo cavalcassero.
C'è da aggiungere che l'idea che l'abitudine attenui la paura, si basa sul noto proverbio napoletano: 'A cunferenza è 'a mamma d' 'a mala crianza (La confidenza è la madre della cattiva creanza), il quale ammonisce che la troppa familiarità può far diminuire l'ammirazione e/o il rispetto che abbiamo verso una persona, portandoci ad avere un atteggiamento maleducato, fino ad essere scortesi e arroganti.