Breve riassunto di Sindbad il marinaio - Anonimo

Morale della favola: Sindbad il marinaio (anche Sinbad o Simbad), è un racconto arabo di avventure in cui si esalta il genio e la creatività.

Breve riassunto di Sindbad il marinaio - Anonimo

Sindbad il marinaio

Anonimo

Sindbad il marinaio è un personaggio leggendario della raccolta di novelle "Mille e una notte", famoso per le sue straordinarie avventure in mare. La sua storia è ambientata ai tempi del Califfato abbaside (circa 750-1258), e racconta di un mercante di Baghdad che, dopo aver dilapidato la sua eredità, si imbarca in sette viaggi, uno più fantastico dell'altro, nei quali affronta giganti, serpenti enormi, mostri marini e fenomeni soprannaturali. Inoltre, scopre isole misteriose e trova ricchezze milionarie.

Ogni viaggio lo mette a dura prova. Infatti, Sindbad si trova spesso in situazioni disperate, ma grazie alle sue capacità intellettive e con un po' di fortuna, riesce sempre a tornare a casa ogni volta più ricco e saggio di prima. Infine, dopo tante avventure, il nostro eroe decide di abbandonare i viaggi e condurre una vita pacifica, tra gli agi, grazie alla sua buona sorte. Sindbad il marinaio è diventato una figura culturale ispirando numerosi film e serie televisive.

Ecco un breve riassunto dei sette viaggi di Sindbad il marinaio:

Primo viaggio: Dopo aver dilapidato l'eredità paterna, Sindbad decide di imbarcarsi in cerca di fortuna. A un certo punto, durante il viaggio, la nave approda su quella che inizialmente sembra un'isola, ma poi si rivela essere una gigantesca balena sul cui dorso erano cresciuti degli alberi. Nel momento in cui l'equipaggio accende un fuoco, la balena si immerge sott'acqua, lasciando la nave alla deriva.

Sindbad riesce a salvarsi aggrappandosi a un barile e viene trasportato su un'isola sconosciuta ricca di vegetazione. Qui, grazie alla sua astuzia, Sindbad riesce a salvare la cavalla del re, guadagnandosi la benevolenza del sovrano che lo riempie di ori e di doni preziosi. Dopodiché, il nostro avventuroso marinaio torna a Baghdad più ricco di prima.

Secondo viaggio: Sindbad si annoia della vita agiata e riparte per mare. Approdato per caso su un'isola deserta e senza cibo, trova un grosso uovo di uccello roc. Quando appare il gigantesco volatile, Sindbad si lega a una delle sue zampe e vola via con esso. L'uccello lo abbandona in una valle inaccessibile, popolata da serpenti giganti e altri uccelli roc.

Il suolo della valle è ricoperto di diamanti che i trafficanti ottengono spargendo per terra dei grossi pezzi di carne. Gli uccelli li afferrano e tornano al nido con preziose pietre attaccate ai pezzi di carne. A quel punto, gli uomini cacciano via gli uccelli e raccolgono i preziosi. Vedendo ciò, Sindbad si lega un pezzo di carne sulla schiena, l'uccello lo afferra e lo porta al nido assieme a una borsa piena di pietre preziose. Aiutato dai trafficanti, Sindbad torna a Baghdad con una fortuna in diamanti.

Terzo viaggio: Dopo qualche giorno di riposo a casa, Sindbad è desideroso di nuovi viaggi e avventure. Questa volta la sua destinazione è Bassora. La nave naufraga e lui e i suoi compagni giungono su un'isola, dove incontrano un enorme gigante con un occhio solo e orecchie da elefante, che li cattura.

Questo essere mostruoso inizia a mangiare l'equipaggio. Allora Sindbad escogita un piano per accecare il gigante con un palo ardente. Con astuzia, riesce nel suo intento. Dopo diverse avventure, tra cui l'incontro con un gigantesco serpente, da cui riesce a fuggire grazie alla sua prontezza di spirito, Sindbad torna più ricco che mai a Baghdad.

Quarto viaggio: Spinto dalla sua voglia di nuove avventure, Sindbad riprende a navigare e, come al solito, naufraga. Si ritrova assieme al suo equipaggio su un'isola abitata da cannibali che si nutrono delle loro prede dopo avergli fatto mangiare un'erba chiamata "pianta dell'oblio", poiché priva gli uomini della ragione, oltre a ingrassarli. Sindbad si rifiuta di mangiare l'erba che porta alla follia, rimanendo magro. Così, i cannibali perdono interesse nei suoi confronti e lui riesce a scappare.

Sindbad si ritrova su un'altra isola, dove fa amicizia con il re del posto che gli dà in moglie una donna bellissima. Troppo tardi il nostro viaggiatore scopre una strana usanza di quelle parti, cioè, quando uno dei due coniugi muore, l'altro viene sepolto vivo, con i suoi abiti migliori e i suoi gioielli più costosi. La moglie di Sindbad si ammala e muore, lasciando Sindbad chiuso nella tomba comune, con una brocca d'acqua e sette pezzi di pane. Anche da qui il nostro eroe riesce a scappare, portando con sé immense ricchezze.

Quinto viaggio: Sindbad il marinaio si ritrova presto di nuovo in mare alla ricerca di nuove avventure e ricchezze. Mentre passa vicino a un'isola deserta, gli uomini dell'equipaggio notano un uovo gigantesco appartenente a un uccello roc. Spinti dalla curiosità, sbarcano per vedere più da vicino l'uovo, ma finiscono per romperlo e usare il pulcino come cibo. Gli uccelli roc se ne accorgono e cercano di distruggere la nave, facendo cadere delle rocce giganti che tengono tra gli artigli.

Per fortuna la nave riesce a prendere il largo, ma poco più avanti accade un altro naufragio. Sindbad è reso schiavo dal "Vecchio del mare", che sale a cavalcioni sulle sue spalle e con le gambe gli circonda il collo, cavalcandolo giorno e notte. Quando sembra che tutto sia perduto, Sindbad prepara del vino e invita il vecchio a bere. Dopo essersi ubriacato, il vecchio diventa imprudente, Sindbad ne approfitta e fugge via, ma si ritrova su una barca che lo porta alla città delle scimmie che mangiano gli uomini. Sindbad lancia loro delle noci di cocco e anche qui riesce a salvarsi. Dopo aver recuperato la sua fortuna, ritorna a Baghdad con nuove ricchezze.

Sesto viaggio: Sindbad naufraga di nuovo. La sua nave si infrange contro delle alte scogliere a causa di una violenta mareggiata. Tutto l'equipaggio riesce a scendere a terra, ma il cibo scarseggia. I suoi compagni muoiono di fame. Solo Sindbad rimane in vita. Quando sente che la sua fine è vicina, Sindbad scopre un ruscello pieno di perle e diamanti, che attraversa una caverna sotto le scogliere. A quel punto raccoglie quante più pietre preziose è possibile. Poi si costruisce una zattera e si mette in viaggio. Dopo aver vagato per giorni nel buio, si addormenta.

Sindbad si sveglia sulle rive di Serendib. Convocato dal re della città, il nostro navigatore gli racconta le sue avventure. Sua Maestà di Serendib è abbagliato da ciò che il marinaio gli racconta e gli chiede di portare un dono a Baghdad da parte sua, una preziosa coppa ricavata da un unico rubino, insieme ad altri doni. E così Sindbad torna a Baghdad sempre più ricco.

Settimo e ultimo viaggio: Il vagabondo Sindbad riprende il mare con il solito risultato. A un certo punto si ritrova da solo in una terra desolata. Dopo aver costruito una zattera, Sindbad si rimette a navigare lungo un fiume e raggiunge una ricca città. Il capo dei mercanti del luogo gli dà in sposa sua figlia, lo nomina suo erede e dopo un po' passa a miglior vita. Gli abitanti di questa città si trasformano in uccelli. Sindbad sale su uno di questi uomini-uccello, che lo porta in cima al cielo.

A un certo punto un fuoco scende dal cielo e brucia gli uomini-uccello. L'uomo-uccello su cui viaggia Sindbad fugge via e lo abbandona su una montagna, dove un vecchio gli dà un bastone d'oro con cui salvarsi dalle fauci di un serpente gigante. Al suo ritorno in città, Sindbad apprende dalla moglie che gli uomini-uccello sono demoni. Infine, Sindbad vende tutti i suoi beni e torna con la sua sposa a Baghdad, dove decide finalmente di vivere serenamente e gioire delle sue ricchezze, senza cercare altre avventure.
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Breve riassunto di Sindbad il marinaio - Anonimo
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