Morale della favola: È molto facile cadere nella trappola dell'autosuggestione e percepire un'immagine distorta del proprio talento.
In un piccolo paese viveva un suonatore di cetra le cui abilità musicali lasciavano molto a desiderare. Tuttavia, poiché la sua casa aveva le pareti coperte da uno stucco speciale, all'interno della stanza si creava un'eco impressionante che gli dava l'illusione che la sua voce e le sue noti fossero eccezionali. Giorno dopo giorno, si divertiva ad ascoltarsi convincendosi sempre più del suo presunto talento.
Ispirato da questa falsa percezione delle sue abilità canore, il citarista (o citaredo), decise di esibirsi sul palco del teatro del luogo, pensando che avrebbe emozionato i presenti con le sue capacità artistiche. Tuttavia, la realtà fu completamente diversa da come il musicista l'aveva immaginata.
Senza le pareti di casa che amplificavano e impreziosivano la sua voce e la musica, la sua prestazione si rivelò un vero disastro. Il pubblico non riuscì a tollerare le sue stonature. Lo fischiarono e lo cacciarono via con una sequela di fischi e disprezzo.
Con questo suo racconto, Esopo ha inteso mettere in risalto l'importanza di cercare una valutazione onesta e realistica di noi stessi, piuttosto che fidarci ciecamente di un'immagine gonfiata del nostro talento.