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La Shoah meridionale

Un popolo che non conosce la propria storia è un popolo che non ha futuro.

La Shoah meridionale Qui di seguito, una storia che non tutti conoscono del passato italiano, scritta dall'amico Filippo Rinaudo, amministratore della pagina Facebook "Orgoglio Siciliano".

A Teano vi fu uno scontro tra garibaldini e piemontesi. Garibaldi ferito ad una gamba si arrese, consegnando il Sud Italia nelle mani di Vittorio Emanuele II, re del piccolo Piemonte, riconoscendolo re d'Italia, egli tradì le aspettative del sud ed in particolare dei siciliani, che sognavano l'indipendenza di cui era stata assicurata da Cavour e da Garibaldi a cui aveva promesso libertà e terre ai contadini facendosi pagare da Palermo i danni di guerra (soggetto è Garibaldi).

I piemontesi, sull'orlo della banca rotta si avventarono contro il sud Italia come lupi affamati, distruggendo paesi interi, massacrando le popolazioni inermi, torturando, rubando e saccheggiando i prigionieri, rubando tutto ciò che potevano rubare. Dopo Torino vi è un luogo sinistro chiamato le Finestrelle, esso era stato costruito tra le montagne, ad alta quota, per bloccare l'avanzata dei francesi, ma in quel caso servì per deportarvi i prigionieri del sud Italia, che venivano fatti morire dalla fame, dal freddo e dai maltrattamenti, venivano persino sciolti nella calce viva. In queste "gloriose" operazioni, si distinsero in particolar modo, i bersaglieri ed i carabinieri, fucilando chiunque senza un regolare processo.

Vittorio Emanuele II, a cui spettava il titolo di primo re d'Italia, rifiutò, segno evidente che il Piemonte si era fatto le colonie e non l'unificazione d'Italia e che era ben disposto a regnare su tutti quei popoli che Garibaldi gli aveva ceduto a buon mercato, spremendoli fino all'osso, saccheggiando e distruggendo una economia florida, che a quel tempo era la terza dopo Inghilterra e Francia. Durante la seconda guerra mondiale (forse i nazisti avevano fatto le scuole di cattiveria e crimine in Piemonte), i tedeschi si comportarono, allo stesso modo dei piemontesi, contro gli ebrei, che una volta catturati in tutta Europa l'inviarono dentro carri bestiame, stipati come sardine nei vari campi di sterminio, dove li attendevano le camere a gas ed i forni crematori, per un totale di sei milioni di morti, contro il milione di morti del sud Italia, fatto dai piemontesi e sciolto nella calce viva. E meno male che li hanno fermati gli inglesi (!!!) in quanto ci volevano deportare in massa, abbandonandoci poi nel Borneo o in Patagonia.

Credo che i morti, ovunque essi nascano, in quanto esseri umani, vanno tutti rispettati, allo stesso modo, dando loro onore e dignità. Non importa se sono neri, gialli o bianchi. Il loro ricordo va eternato in modo tale che siano sempre un monito ed un esempio per chi continua a vivere. Allora perché hanno istituito il giorno della Memoria per ricordare ogni anno tutte quelle vittime innocenti, massacrate dal genocida nazista, mentre il milione di morti perpetrato dalla belva piemontese, viene tuttora ignorato?

Tutti i morti sono uguali di fronte agli uomini e di fronte a Dio.

Cosa costa all'Italia, se nel giorno dell'olocausto, anche i poveri morti del sud, vengano commemorati?

Penso che solo così, l'Italia tutta si unirebbe veramente dal punto di vista spirituale, riscrivendo con onestà ed obiettività la propria storia, abbattendo statue di lazzaroni e cancellando da tutte quelle vie o piazze, i nomi e cognomi di tutti quei personaggi ambigui e criminali, che nel nome di quel falso ideale, furono parte della nostra falsa storia, rendendo così giustizia a tutti quei morti che ancora aspettano.

Baciamo le mani a tutti!
Filippo Rinaudo

Una chicca: l'agrigentino Niccolò Valla, pubblicò a Firenze, nell'anno 1500 il primo dizionario della lingua italiana, precedendo di due anni la pubblicazione del Calepinum, che fu stampato a Reggio Emilia nel 1502.

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2.3: La Shoah meridionale
La Shoah meridionale
Un popolo che non conosce la propria storia è un popolo che non ha futuro.
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