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Il pettirosso e la tartaruga - Anonimo

Morale della favola: Non bisogna sprecare tempo ed energia cercando di rallegrare qualcuno che ha deciso di rimanere di cattivo umore.

Il pettirosso e la tartaruga - Anonimo

Il pettirosso e la tartaruga

Anonimo

Una radiosa mattina un piccolo pettirosso volò sopra un albero. Dopo aver chiuso le ali, con la gola gonfia di felicità, cominciò a cantare una canzone allegra e gioiosa, dimenticando che ben presto sarebbero cadute le foglie, e la neve avrebbe coperto i semi e le bacche, senza lasciare nulla da mangiare.

Stava fischiettando spensieratamente, quando improvvisamente sentì una voce roca che veniva da sotto l'albero. Guardò giù e vide che era una vecchia tartaruga.

La tartaruga aveva scavato una buca vicino all'albero e vi si era infilata dentro per passare in letargo il lungo inverno. Il canto dell'uccellino l'aveva svegliata, e la cosa non l'era affatto piaciuta, quindi, dopo aver cacciato fuori la testa e aperto gli occhi ancora assonnati, disse:

"Vorrei che tu la smettessi con quel tuo vociare che disturba il mio sonno. A parte il fatto che non vedo alcun motivo per cui tu debba essere tanto contento, visto che l'inverno è alle porte, e tra poco non avrai più niente da mangiare. Forse morirai di fame, mentre io dormirò qui, dentro quest'accogliente riparo. Adesso vorrei che tu andassi via, così io posso tornare a riposare. Sarò felice di sentirti in Primavera. Vieni pure a svegliarmi ... se sei ancora vivo."

Senza nemmeno salutare l'uccellino, la centenaria testuggine si ficcò di nuovo nella sua tana. Il povero pennuto volò via su un altro albero più lontano, ma non riuscì più a cantare quel giorno.

Il mattino dopo, quando si svegliò, il sole era così luminoso che non poté fare a meno di canticchiare una canzoncina. Quando andò a fare colazione scoprì che erano rimasti solo pochi frutti sui rami. Egli sapeva che quando questi fossero finiti, avrebbe dovuto rastrellare per terra il suo cibo. Ciò non lo scoraggiava, perché egli sentiva che qualcuno si sarebbe preso cura di lui.

Passarono i giorni, sui rami non rimase nemmeno una bacca, l'uccellino dovette accontentarsi di semi e insetti che trovava per terra, rovistando sotto le foglie. Poi, la mattina successiva accadde una cosa molto triste, poiché si svegliò e trovò tutto intorno coperto di neve.

Il povero pettirosso non aveva più niente da mangiare. Ora, secondo voi che state leggendo, cosa pensate che abbia fatto? Ebbene, ha aperto il suo piccolo becco e ha cominciato a cantare la canzone più allegra e felice che abbiate mai ascoltato.

"Canterò per mantenere su il morale." Disse tra sé il pettirosso: "Sono sicuro che tra un po' troverò qualcosa da mangiare, e se non accadrà, canterò un'altra canzone."

Accadde che quel giorno ricorreva il Solstizio d'Inverno, ed era tradizione, tra gli umani del posto, di festeggiare il prossimo Natale preparando bellissime ghirlande di agrifoglio, con bacche rosse da appendere davanti agli usci delle case come portafortuna. Saltellando, il pettirosso si avvicinò alle abitazioni in cerca delle deliziose bacche. Dei bambini lo videro e lo volevano cacciare via, ma il nonno disse loro che l'uccellino aveva fame, così i bimbi corsero in cucina e chiesero alla mamma delle briciole che misero sul davanzale della finestra. Tutti i giorni il pettirosso andava a mangiare le briciole sopra quella finestra, e ogni volta cantava una canzone di ringraziamento.

L'inverno passò e arrivò la primavera. La natura cominciò a svegliarsi, il pettirosso ricordò la promessa fatta alla tartaruga. Così, una bella mattina, volò sopra lo stesso albero e cominciò a cantare forte e chiaro.

La vecchia tartaruga uscì dalla sua tana e, mentre si trascinava, si rivolse al piccolo canterino, dicendo: "Ero sicura che tu fossi morto di fame, e invece sei tornato a destarmi con il tuo vociare," ingrata, andò via senza nemmeno ringraziare l'uccellino per averla svegliata.

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2.3: Il pettirosso e la tartaruga - Anonimo
Il pettirosso e la tartaruga - Anonimo
Morale della favola: Non bisogna sprecare tempo ed energia cercando di rallegrare qualcuno che ha deciso di rimanere di cattivo umore.
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