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Antica leggenda del brigante Pilone

Questa vecchia leggenda è una delle versioni popolane che riguardano la vita e la morte di uno dei più famosi briganti napoletani chiamato "Tonino 'o pilone".

Antica leggenda del brigante Pilone Tra le tantissime leggende folkloristiche tramandate oralmente di padre in figlio nel vesuviano, alcune tra le più suggestive di esse riguardano un certo Pilone.

Chi era Pilone?

Antonio Cozzolino (Boscotrecase/Torre Annunziata, 20 gennaio 1824 - Napoli, 14 ottobre 1870), figlio di uno scalpellino, fu l'ultimo e forse il più famoso brigante ad operare nell'entroterra vesuviano. Il soprannome "Tonino 'o pilone" gli venne affibbiato a causa dei folti peli ricci e neri che ricoprivano la faccia e il corpo.

Uomo fiero e coraggioso, nel 1860, lottò con eroismo contro l'invasione dei piemontesi di Garibaldi, conquistando innumerevoli decorazioni sul campo. Pilone morì in un agguato teso dagli sgherri di Vittorio Emanuele II su segnalazione di un amico che lo aveva tradito. Ancora oggi, nel napoletano, quando qualcuno si trova a doversi difendere dall'accusa di essere causa di ogni male, usa ripetere il vecchio detto: "Ma che l'aggio accis'io a Pilone? (Non l'ho mica ucciso io Pilone ...)"

Questo è il racconto:

C'era una volta un brigante che si chiamava Pilone. Un giorno, questo briccone andò a casa del sindaco del paese e domandò alla moglie: "Signora, mi volete dare la mano di Luigina?" Indignata, lei gli rispose: "E io dò mia figlia a un bandito? Giammai! E poi, Luigina è stata promessa a un negoziante che è molto ricco."

(Siccome qualche tempo prima, il sindaco aveva fatto tagliare la testa al padre di Pilone), "signora - continuò il brigante - voi sapete che io mi devo vendicare perché avete fatto tagliare la testa a mio padre, quindi, se vogliamo pareggiare i conti, datemi Luigina e io mi dimentico di tutto il male che mi avete fatto." La donna ribatté: "Ma tu sei venuto ad insultarmi in casa mia? Adesso io chiamo le guardie e ti faccio arrestare." Non appena sentì questo, il birbone cacciò fuori il coltello. La signora cominciò a gridare: "Aiuto! Aiuto!"

Nell'udire le urla della donna, accorse il marito che diede una pugnalata a Pilone. Ma il brigante aveva addosso un corpetto di acciaio, perciò non si fece nulla; si girò, e dopo aver afferrato l'uomo per il collo, con il coltello, gli tagliò la testa. Poi, rivolgendosi di nuovo alla signora, le disse: "Se non mi dai Luigina, io taglio la testa pure a te!" La donna disse di no, e Pilone le tagliò la testa.

In quel momento arrivò Luigina che disse: "Tu sei una canaglia, saresti capace di uccidere anche me." "No - rispose Pilone - io ti voglio bene. È per amor tuo che ho fatto tutto questo pasticcio." Disse Luigina: "E adesso che cosa facciamo?" Rispose Pilone: "Tu devi venire con me!" La prese in braccio e la portò via.

La polizia cominciò a cercarli dappertutto, ma non riuscì a trovarli. Allora, su Pilone venne messa una grossa taglia che diceva: "A chiunque cattura vivo Pilone saranno dati ventimila lire. Diecimila se morto."

Pilone aveva un padrino che a sua volta teneva una figlia in età da marito. Disse il padrino: "Caro figlioccio, io devo maritare mia figlia. Il suo pretendente è un commerciante che per prenderla in sposa mi ha chiesto cinquantamila lire in dote." Rispose il brigante: "Caro compare, questa sera vado a fare visita alla casa di un nobile possidente. Tu aspettami al solito posto. Quando ho finito, ci vediamo lì e ti porto il denaro."

Il brigante andò a casa del ricco titolato e lo fece tremare dalla paura. Quello gli consegnò tutti i soldi che aveva in casa. Quando Pilone andò all'appuntamento con addosso le cinquemila lire per la dote della figlia del padrino, trovò ad attenderlo le guardie del re. Il suo amico e compare lo aveva tradito per intascare la taglia promessa di ventimila lire.

Ma Pilone riuscì a fuggire e corse subito a casa dell'infido compare. "Te lo giuro sull'anima mia che non ho detto niente a nessuno", asserì lo spergiuro. Pilone gli tagliò la testa, poi si uccise egli stesso. La moglie Luigina trovò un altro marito.

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2.3: Antica leggenda del brigante Pilone
Antica leggenda del brigante Pilone
Questa vecchia leggenda è una delle versioni popolane che riguardano la vita e la morte di uno dei più famosi briganti napoletani chiamato "Tonino 'o pilone".
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